Rialto
Mi piace pensare che un classico sia un buon modo per introdurre un ragazzo alla lettura, e allo stesso modo faremo inizialmente con questo blog. I classici luoghi turistici di Venezia sono sicuramente un buon modo per fissare dei punti di rifrimento per chi non conosce ancora questa splendida città.
Rialto è l’isola più antica di Venezia dove nel IX secolo venne trasportata la sede ducale da Malamocco. L’etimologia del nome sembra incerta, alcuni dicono che prenda il nome dal canale/fiumicello (Realto o Prealto) che vi scorreva affianco o, più probabilmente, dalla altezza dell’isola rispetto alle altre e quindi da Riva Alta. L’isola era divisa in due “Ultra Canalem” (l’attuale Rialto) e “Extra Canalem” (S. Bortolomio).
Talvolta col nome di Rialto si intendeva Venezia intera, in quanto sede dei principali palazzi pubblici e magazzini più importanti (la cosa non è cambiata molto, anche oggi pretura prefettura e altri palazzi giuridici si trovano a Rialto).
Il ponte venne inizialmente costruito (1180) su barche, ed era ovviamente in legno, qualcosa di simile che oggigiorno viene costruito per la festa del Redentore. Cosi era anche per la riva del Vin che era chiamata del Ferro o della Moneta per il vicino edificio adibito a Zecca, poi luogo atto allo smercio del vino. Nel 1310 viene tagliato da una ritirata strategica e, rifatto, nel 1444 crolla sotto il peso della folla accorsa al passaggio della folla del marchese di Ferrara. Venne nuovamente ricostruito, questa volta levatoio nel mezzo e adorno di botteghe, ma sempre in legno. Solo nel 1588 viene costruito in marmo dopo 3 anni di lavoro.
Interessante osservare alcuni capitelli sulla facciata, che da sul ponte, di palazzo camerlenghi: uno di questi rappresenta una arpia con una fiamma tra le gambe mentre un secondo un turco con tre gambe. Leggenda vuole che questi capitelli siano stati eseguiti dopo la creazione del ponte in pietra contro scommesse e modi di dire che prima della costruzione usavano dire i veneziani:
“Se i fa el ponte de piera me bruxo ea mona” oppure
“I farà el ponte in piera co me crexe l’ongia sul caxxo”
[traduzione:
"Se fanno il ponte di pietra mi brucio la vagina"
"Faranno il ponte di pietra quando mi crescerà l'unghia sul pene"]
[perdonate le scurrilità ma i veneziani odierni e passati non son poi tanto estranei a questi modi di dire, soprattutto tra la gente comune]
La sommità del ponte determina uno spartiacque (è il caso di dirlo) tra due sestrieri, San Polo e San Marco, così verso San Bartolomeo i numeri del sestriere di San Marco vanno verso la fine e sul lato del mercato invece iniziano. Da segnalare, in “erbaria” sulla colonna d’angolo del palazzo del Tribunale c’è l’iscrizione “Non dir di me se di me tu sai, pensa di te e poi di me dirai”.
Giù dal ponte di Rialto ci troviamo nel cuore economico di Venezia, il mercato. Sotto i portici di rialto gioiellieri e orefici (tuttora presenti), che trattavano anche ogni tipo di pietra preziosa e non, anche sfruttando i poteri terapeutici che vi si accredita anche oggigiorno. Per il resto, frutta, verdura, spezie, vestiti una festa di colori ed odori che ancor oggi è possibile osservare sebbene senza la magia di un tempo.
Appena scesi dal ponte a destra c’è la chiesa più antica di Venezia (San Giacomo), si parla addirittura di una prima costruzione nel V secolo, al tempo dei primi insediamenti, l’edificio attuale risale però al XI – XII. Il grande orologio è del 1410 e sovrasta il portico tipicamente gotico. di fronte alla chiesa, oltre alla fontana centrale, la colonna del bando, con una scaletta per salirci chiamata anche il “Gobbo di Rialto” per la scultura-atlante che regge i gradini. Era usata per le condanne e per la lettura dei cittadini messi al bando. Leggenda vuole che il gobbo sia realmente esistito e sia stato condannato a tenere la scala in quella posizione, morendone per lo sforzo.
Chicca: Durante il medioevo i ladri erano condannati a correre nudi da San Marco a Rialto tra una doppia fila di persone (volontari immagino) si divertivano a tirar loro frustate. La colonna del Gobbo era il traguardo e la fine del tormento, tanto che raggiuntala la abbracciavano e la baciavano.
Considerato che siamo al mercato, e la vita comincia alle 5 del mattino, in questa zona abbiamo la più alta concentrazione di cicchetterie varie che vi invito a visitare (in particolar modo la cantina ae do spade che era frequentata anche dal Casanova).
si potrebbe avere la traduzione delle scurrilità per non-veneziani? grazie
roberto
Novembre 21, 2005
certo, non ci avevo pensato, provvederò subito ad aggiornare il post.
Amministratore
Novembre 21, 2005