Campo San Polo
Ok, San Polo è un sestiere, il più vecchio di Venezia, ma noi, come è giusto che sia lo conosceremo un “punto” alla volta, pian piano. Oggi parliamo del suo fulcro, il suo cuore: Campo San Polo.
Da qualunque parte di Venezia si arrivi Campo San Polo è una sorpresa, si apre grande davanti a te all’improvviso, dopo una calle molto stretta(da Piazzale Roma), dopo un ponte (dai Frari) o dopo un sottoportico molto buio (da Rialto). Luminoso e spazioso, ma non solo: grandi alberi si impongono protagonisti indiscussi in un fondale di palazzi storici. Un pozzo, una fontana, un fiume… un fiume di persone che scorre da Rialto verso i Frari e viceversa passando di fronte alla chiesa di San Polo.
Chi è San Polo? Non hanno fatto santo Marco Polo. Polo è molto semplicemente una contrazione del nome Paolo (diciamo che il termine “volgare” veneziano), e quindi la chiesa che vedete dietro la fontana è dedicata a questo santo. E in questo campo ogni giorno vengono a giocare i bambini delle scuole attigue, a volte rimproverati dalle madri sedute sulle panchine all’ombra rinfrescante degli alberi, spesso vicino o seduti sul pozzo, e che ogni tanto si rinfrescano bevendo alla provvidenziale fontana.
E’ un campo particolare, a volte pieno di vita, a volte deserto. Centro della vita mondana estiva con il cinema all’aperto allestito proprio al centro di esso che ripropone alcuni film della stagione invernale passata. O a carnevale con un grande capannone dal quale escono luci colorate e musica e nel quale molte persone, tra turisti e veneziani si divertono bevendo e ballando.
Un campo antico dicevamo, pregno di storia. La chiesa è stata, nel tempo, rinnovata e restaurata tante di quelle volte che la sua fondazione ha molteplici attribuzioni. Ultimo rinnovo nel 1805 da David Rossi. Il campanile invece venne completato per opera di Filippo Dandolo, e alla base è possibile notare due leoni, uno con una testa tra le zampe, l’altro con un serpente attorno al collo, a testimoniare, secondo alcuni, la congiura e la punizione di Marin Faliero, secondo altri di Francesco Carmagnola (il che però è molto poco probabile in quanto lo stile è sicuramente antecedente alla morte del secondo).
Un fatto divertente: nel 1343 il giorno di San Paolo un forte terremoto, che durò ben 15 giorni, colpì Venezia. Alcuni scrivono che caddero mille case per colpa di quel terremoto, e da allora il santo venne quasi sempre chiamato San Polo del terremoto.
Altra storia ci racconta come un bambino fu abbandonato dai genitori alle porte della chiesa. Lo trovarono urlante poichè un gatto rovesciò la cesta dove dormiva il bambino, fu chiamato Antonio Gatto, e successivamente divenne parroco della chiesa stessa.
Abbiamo già parlato un po’ del mercato di Rialto. Vi interesserà sapere che un tempo anche qui si teneva il mercato, addirittura per più giorni alla settimana. Poi si decide di tenerlo solo al mercoledì, poi ancorsa solo al sabato in quanto di mercoledì c’era il mercato a San Marco. Oggi ne a San Polo ne a San Marco si tiene più mercato, solo a Rialto.
In campo San Polo se non bastasse c’era anche una postazione per il tiro con l’arco rimosso nel 1452 prima di esser “ammattonato” nel 1494 quando contemporanemente costruirono anche il pozzo in mezzo. Era insomma un luogo mondano anche un tempo, tanto che un frate riusci un giorno a bandire la parola di Dio da quel campo bruciandovi tra l’altro con un grande falò nel mezzo tutti i drappi e i fronzoli che lo adornavano (1450 quando ancora non c’era il pozzo).
Ci sarebbero molte storie da raccontare, di omicidi, spettacoli di soldati, prediche antisemite e di mille altri fatti qui accaduti ma che molto probabilmente vi annoierebbero. Un’ultima nota però per informarvi che una volta il campo era più piccolo e a fianco vi scorreva un canale che fu poi interrato per farlo appunto più “spaccioso” (cioè spazioso nei documenti veneziani di quel periodo 1761).
Mi raccomando , non sedetevi al bar che si affaccia sul campo all’angolo dove s’imbocca la strada che porta a rialto! Ti “pelano” e non ha nemmeno la suggestione di un bel bar sulle zattere. Piuttosto fate qualche passo avanti, superate il ponte e un locale dalle vetrine verniciate di rosso e li all’angolo successivo troverete un piccolo bar/pasticeria storico. Starete in piedi ma non vi pentirete!
Bab
Novembre 28, 2005
Il campo più bello della città.
San Polo Imperat
Gennaio 12, 2007