Calle dei Botteri
Mi capita spesso di parlare di calle dei botteri ad amici e conoscenti, apparendo a volte saccente, in quanto è una tappa obbligata della via più veloce per andare da Rialto a Piazzale Roma.
I botteri erano anche chiamati bottiglieri, ed avrete sicuramente già capito chi furono: mastri che imbottigliavano l’olio, e a volte il vino, che arrivava attraverso il Canal Grande su barche che ormeggiavano alla Riva dell’Ogio (chiamata così per il suo utilizzo) proprio di fronte alla Ca’ D’oro, riva nel cui mezzo comincia proprio calle dei Botteri.
Una volta avevano scuola di fronte ai Gesuiti, e a dimostrarlo una lapide, che ancor oggi è dedicata a tale Scuola, è stata posta nel 1290 nei pressi della Chiesa.
Curiosità: il doge si faceva imbottigliare l’olio gratuitamente, e chi pagava cerchi, legno e cibo erano gli operai stessi.
Inoltre non è l’unica calle dei botteri, ce ne è una proprio vicino ai gesuiti, presso le “Fondamenta Nuove” dove sorgeva la casa del Tiziano, convegno di amici, artisti e letterati, dalla quale egli scorgeva, prima che fossero costruite le Fondamenta Nuove, le montagne del Cadore (le stesse visibili, come abbiamo già detto dal Ponte della Libertà), luogo amato dall’artista.