La torre dell’Orologio
Era il 1493 quando la Serenissima commissionò a Gian Carlo Ranieri la costruzione del movimento dell’orologio che sarebbe poi entrato a far parte di questa torre. Così inizia la sua storia: tre anni più tardi vennero demoliti alcuni edifici di piazza san marco (parte della procuratia de supra) e cominciò la costruzione della torre. Ranieri in questo periodo venne a Venezia per collaborare con i costruttori della torre, in modo che il suo movimento alloggiasse perfettamente nella nuova costruzione.
Nel 1497 termina la fusione della grande campana (alta 1,56 m. e dal diametro di 1,27 m.), grazie alla maestria di Simone Campanato, posta sulla sommità della torre assieme ai due Mori (alti 2,6 m.) che la perquoteranno alternativamente con i loro martelli segnando l’ora. In realtà dovete sapere che i due Mori sono due pastori, chiamati così a causa della patina nera formatasi subito dopo la loro sistemazione. Inoltre era presente anche una campana più piccola che serviva a richiamare l’attenzione al numero di rintocchi di lì a poco suonati dai mori. Questa campana era suonata da due piccoli martelletti, ma adeso non è più presente.
L’orologio venne inaugurato il 1 febbraio 1499 dal Doge Agostino Barbarigo. La sua statua, posta vicino al leone di San Marco, venne distrutta alla fine della Repubblica Veneta. Molto affascinante è il meccanismo che permette a lle statue dei Re Magi preceduti dall’angelo annunciatore che suona la tromba; questi si inchinano di fronte alla statua della madonna col bambino mentre l’angelo, grazie ad un mantice ed una canna ad ancia, suona veramente la tromba. Attualmente le statue dei magi sono una copia molto fedele degli originali.
L’orologio grazie a cerchi concentrici riesce ad indicare oltre all’ora la posizione dei pianeti allora conosciuti, le fasi lunari e la posizione del sole rispetto ai segni zodiacali, tutto secondo il sistema tolemaico. Le ore venivano indicate secondo il sistema italiano che divideva il giorno in 24 ore. Agli angoli del quadrante su 4 piccoli cerchi erano posti degli astrolabi di qui si sa poco o niente.
La torre è ben visibile se si viene dalla laguna, anche a grandi distanze. Era sicuramente questo l’intento del doge, trasmettere l’idea della grandezza raggiunta dalla serenissima a chiunque arrivasse via mare. Per mantenere efficiente il meccanismo la serenissima stipendiò ranieri perchè vivesse all’interno della torre con la sua famiglia, una tradizione che si mantiene fino al 1998, quella di un temperatore sempre presente nella Torre. Nel 1506 vengono aggiunte due ali alla torre, probabilmente per meglio integrare l’edificio alla piazza.
Dopo 250 anni l’orologio non funziona più come un tempo. Nel frattempo vengono fatte alcune modifiche alla struttura dell’edificio che lo rendono come lo vediamo oggi. Ma l’orologio deve essere cambiato e nel 1752 Bartolomeo Ferracina mette mano al progetto. Le nuove statue dei magi sono pronte nel 1755 e sono quelle che possiamo ammirare ancor oggi. Anche il meccanismo di Ferracina è, con qualche modifica, quello arrivato ai giorni nostri.
Nel nuovo orologio scompaiono i pianeti e restano solo le fasi lunari e lo zodiaco. Inoltre vengono effettuati molti cambiamenti di modernizzazione dell’orologio, secondo le nuove tecnologie nel campo dell’orologeria. Viene posizionato un nuovo quadrante che indica le ore del giorno con due serie da 12 invece che una unica da 24 (poi riscoperta). Poco prima della mezzanotte e di mezzogiorno i mori battono 6 serie da 22 colpi per un totale di 132, cioè la somma delle ore battute dai mori durante le 11 ore precedenti moltiplicata per due, cioè il numero dei mori. Nel 1759 terminano i lavori e si decide che la processione dei magi potrà essere vista solo 15 giorni all’anno, durnte le principali festività.
Nel 1856 sono necessarie ulteriori riparazioni. Il progetto viene affidato a Luigi De Lucia, con l’incarico di aggiungere anche un’indicazione digitale luminosa. De Lucia costruisce due grandi ruote costituite da 12 pannelli metallici traforati, una indicante le ore in numeri romani, l’altra i minuti in numeri arabi ad intervalli di 5. Questo sistemaprende il posto della porta di entrata e quella di uscita dei magi, ma De Lucia trova il modo di alzare le due ruote per far avvenire comunque la processione, anche se in quel giorno al posto delle ruote era il temperatore a modificare l’ora ogni 5 minuti, un lavoraccio.
Nel 1866, nuovi interventi di manutenzione erano necessari, sia per quanto riguarda le ruote che per quanto riguarda i magi e il quadrante secondario. Nel 1896 si riscopre il quadrante diviso in 24 ore, che giaceva sotto i numeri arabi della divisione per dodici. All’inizio della Prima Guerra Mondiale i 132 rintocchi di mezzanotte e di mezzogiorno vennero soppressi per il coprifuoco e mai più riattivati per l’elevato rumore. Nel 1950 vi un’ultima revisione completa, il palazzo si stava inclinando, con ovvi problemi al pendolo. Solo nel 1963 l’orologio torna a funzionare e si decide di azionare la processione dei magi anche il 6 gennaio.
Dal 1997 al 2006 l’orologio è in restauro.