Arsenale

Posted on Agosto 4, 2006. Filed under: Edifici |

Purtroppo quasi per metà in stato di abbandono, l’arsenale era ai tempi della Serenissima uno dei maggiori cantieri navali d’Europa. Ancora recintato da alte mura, occupava più di 5000 operai, tanto che nei periodi di guerra era in grado di varare anche due navi al giorno. Il nome deriva dalla parola araba “darsina’a” che significa “luogo dove si costruiscono e si custodiscono le navi) e fu fondato attorno al 1104 sotto il doge Ordelafo Falier.
“Le gemelle”, così erano chiamate le due isole occupate dall’arsenale, che poi però si espanse fino ad occupare una vasta zona tra San Pietro di Castello e San Francesco della Vigna.

Così Dante Alighieri canta la gloria dell’Arsenale di Venezia nella Divina Commedia:

Quale nell’arzanà de’ Viniziani
bolle l’inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
ché navicar non ponno – in quella vece
chi fa suo legno nuovo e chi ristoppa
le coste a quel che più vïaggi fece;
chi ribatte da proda e chi da poppa;
altri fa remi e altri volge sarte;
chi terzeruolo e artimon rintoppa -;
tal, non per foco ma per divin’ arte,
bollia là giuso una pegola spessa,
che ‘nviscava la ripa d’ogne parte.

All’entrata dell’Arsenale sono allineati, quasi in posizione difensiva, quattro diversi leoni, ognuno dei quali con la sua storia, ma una di queste più interessante delle altre. Uno dei leoni, se osservate bene ha delle incisioni runicheche rammentano l’aiuto dei mercenari scandinavi all’imperatore di Bisanzio contro l’insurrezione del popolo greco del 1040. Questo leone viene portato a Venezia da Francesco Morosini che lo trovò a guardia del Pireo, il porto di Atene nel 1692.

L’Arsenale era come una piccola città autonoma dentro Venezia, come abbiamo detto con tanto di mura difensive e abitanti (gli arsenalotti) che godevano al tempo della repubblica particolari privilegi. Divennero ben presto una sorta di classe operaia aristocratica, alla quale venivano affidati i compiti più imposrtanti, con ad esempio fare la guardia al palazzo ducale durante le sedute del Maggior Consiglio, presidiare la Zecca, la totale responsabilità del servizio antincendio, e cose simili.

L’Arsenale vantava al suo interno la presenza di una trentina di mestieri diversi, tra mastri d’ascia, fonditori e maestri d’arma, ma vi erano anche donne addette alla manutenzione delle vele e molti ragazzini dai 10 anni in su che, come apprendisti, affolavano la “Tana” luogo adibito alla fabbricazione delle corde.

Make a Comment

Make a Comment: ( None so far )

blockquote and a tags work here.

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...