Zattere

Posted on Agosto 15, 2006. Filed under: Strade, calli e rii |

Il nome ricorda quello di un’imbarcazione poco solida, fatta da una decina di pali di legno legati tra loro da una corda. E forse è così che doveva apparire la lunga fondamenta delle zattere, zeppa di pontili dove le navi mercantili approdavano e scaricavano le loro merci. Il nome però deriva dall’uso al quale era adibita questa fondamenta (come spesso accade per i nomi dei luoghi di Venezia): su questa riva approdavano le zattere per il trasporto del legname dalla terraferma, riva che fu marginata e pavimentata solo nel 1519.

Cominciando dalla punta della dogana, dove la sfera dorata (sopra la quale la fortuna segna la direzione del vento) domina solitaria la scena, le Zattere si snodano per centinaia di metri fino ad arrivare a Santa Marta.

Oggigiorno le Zattere sono spettatrici inerti della passerella che è il canale della giudecca, dove ogni giorno moltissime navi da crociera vanno e vengono dal e per Porto Marghera. Ed è qui che moltissimi veneziani, ma anche turisti, d’estate vengono a prendersi un po’ di sole durante le ore pomeridiane e serali, possibilmente accompagnato da un Gianduiotto (gelato tradizionale della gelateria Da Nico) affogato in buonissima panna montata a mano. La degustazione del Gianduiotto è una vera e propria tradizione dura a morire ed è la fortuna di questa gelateria storica.

Non tutti sanno che la lunga fondamenta è suddivisa in quattro parti, ognuna con il proprio nome: I Saloni (che prende il nome dai grandi magazzini del sale), Lo spirito Santo(che prende il nome dalla chiesa lì presente), Le Zattere vere e proprie e Gli Incurabili (che prende il nome dall’ex ospedale degli incurabili ora nuova sede della scuola dell’accademia delle belle arti)

Consiglio la passeggiata primaverile o autunnale durante il tardo pomeriggio gustando una deliziosa coppa di Gianduiotto.

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