Boccalama: l’isola scomparsa
Anche se mi considero un buon conoscitore di Venezia e della sua storia (non so tutto), devo ammettere che la storia di quest’isola l’ho scoperta solo pochi giorni fa grazie ad un documentario che parlava dello scavo archeologico fatto di recente per riportare alla luce il monastero medioevale che sorgeva su questa piccolissima isola e che la occupava in gran parte.
La storia di quest’isola comincia nel 1013 con la fondazione della prima chiesa e il primo oratorio Agostiniano dedicato a San Marco de Lama (anche chiamato San Marco de Bocca Lama da cui deriverebbe il nome dell’isola). Alcuni affermano però che già dal 960 sorgesse una chiesa dedicata a Maria.
Gli archeologi dell’ultimo scavo erano alla ricerca del convento agostiniano e della chiesa annessa: non si sarebbero mai aspettati di ritrovare due imbarcazioni, una Galea e una Rascona e moltissimi resti di scheletri umani. L’intervento è stato inoltre molto difficoltoso per la necesità di riportare alla luce l’intera isola liberandola dalle acque e lavorando velocemente nel fango, prima che le pareti metalliche, poste opportunamente onde favorire la rimozione dell’acqua, cedessero sotto l’enorme pressione che la stessa esercitava dall’esterno.
Non è difficile immaginare e giustificare la presenza degli scheletri nell’isola. Essendoci un convento era infatti molto plausibile ci fosse anche un cimitero, e fonti storiche hanno confermato che effettivamente quest’isola era un luogo di sepoltura per appestati.
La sorpresa sono state le due imbarcazioni, i cui scafi risultano praticamente intatti. Si tratta di un ritrovamento unico, essendo l’unico esempio di galea mai ritrovata fino ad oggi. L’importanza è aumentata dalla grande segretezza dei progetti dell’arsenale (l’officina dove venivano costruite le navi veneziane), segreti che lo studio di queste due imbarcazioni porteranno alla luce. All’interno della galea è stato rinvenuto un graffito che rappresenta la galea stessa, veramente suggestivo se pensiamo possa esser stato eseguito da uno dei rematori o altro “marinaio”.
Oggi le due imbarcazioni e i resti del monastero e del cimitero si trovano ancora in questo luogo, protetti opportunamente per limitarne il degrado e nuovamente sommersi dall’acqua lagunare.
Già nel 1320 cominciano i problemi con la marea e nel 1328 vengono completati i primi lavori di risanamento che fanno letteralmente risorgere l’isola. Questa muore nel 1400 quando viene abbandonata dagli ultimi canonici, a causa delle condizioni malsane che ormai avevano raggiunto livelli intollerabili. La causa di queste condizioni era proprio l’acqua che, pian piano, erodeva e distruggeva tutte le strutture erette dall’uomo, compreso l’argine costruito nel 1452, ultimo tentativo di salvezza.
Ho trovato questo ed altri tuoi post molto interessanti. Ti ringrazio per tutte le informazioni che son riuscito a trovare!
Roberto
Maggio 2, 2007